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Luigi Pirandello

  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    mezzo al tavoliere, sul tappeto verde numerato, era incassata la roulette. Tutt’intorno, i giocatori, uomini e donne, vecchi e giovani, d’ogni paese e d’ogni condizione, parte seduti, parte in piedi, s’affrettavano nervosamente a disporre mucchi e mucchietti di luigi e di scudi e biglietti di banca, su i numeri gialli dei quadrati; quelli che non riuscivano ad accostarsi, o non volevano, dicevano al croupier i numeri e i colori su cui intendevano di giocare, e il croupier, subito, col rastrello disponeva le loro poste secondo l’indicazione, con meravigliosa destrezza; si faceva silenzio, un silenzio strano, angoscioso, quasi vibrante di frenate violenze, rotto di tratto in tratto dalla voce monotona sonnolenta dei croupiers:
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Nè noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano. Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    La coscienza? Ma la coscienza non serve, caro signore! La coscienza, come guida, non può bastare. Basterebbe forse, ma se essa fosse castello e non piazza, per così dire; se noi cioè potessimo riuscire a concepirci isolatamente, ed essa non fosse per sua natura aperta agli altri. Nella coscienza, secondo me, insomma, esiste una relazione essenziale… sicuro, essenziale, tra me che penso e gli altri esseri che io penso. E dunque non è un assoluto che basti a sè stesso, mi spiego? Quando i sentimenti, le inclinazioni, i gusti di questi altri che io penso o che lei pensa non si riflettono in me o in lei, noi non possiamo essere nè paghi, nè tranquilli, nè lieti; tanto vero che tutti noi lottiamo perchè i nostri sentimenti, i nostri pensieri, le nostre inclinazioni, i nostri gusti si riflettano nella coscienza degli altri. E se questo non avviene, perchè… diciamo cosi, l’aria del momento non si presta a trasportare e a far fiorire, caro signore, i germi… i germi della sua idea nella mente altrui, lei non può dire che la sua coscienza le basta. A che le basta? Le basta per viver solo? per isterilire nell’ombra? Eh via! Eh via! Senta; io odio la retorica, vecchia bugiarda fanfarona, civetta con gli occhiali. La retorica, sicuro, ha foggiato questa bella frase con tanto di petto in fuori: « Ho la mia coscienza e mi basta ». Già
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Cicerone prima aveva detto: Mea mihi conscentia pluris est quam hominum sermo. Cicerone però, diciamo la verità, eloquenza, eloquenza, ma… Dio ne scampi e liberi, caro signore! Nojoso più d’un principiante di violino
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Dio mio! La fedeltà, l’onestà, la dignità… . tre grosse, sante parole, con tanto d’accento su l’a. E poi: l’onore! altra parola enorme…
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Amicizia vuol dire confidenza; e come avrei potuto io confidare a qualcuno il segreto di quella mia vita senza nome e senza passato, sorta come un fungo dal suicidio di Mattia Pascal? Io potevo aver solamente relazioni superficiali, permettermi solo co’ miei simili un breve scambio di parole aliene.
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Siamo giusti, io mi ero conciato a quel modo per gli altri, non per me. Dovevo ora star meco, così mascherato? E se tutto ciò che avevo finto e immaginato di Adriano Meis non doveva servire per gli altri, per chi doveva servire? per me? Ma io, se mai, potevo crederci solo a patto che ci credessero gli altri
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Oh perchè gli uomini, ― domandavo a me stesso, smaniosamente, ― si affannano così a rendere man mano più complicato il congegno della loro vita? Perchè tutto questo stordimento di macchine? E che farà l’uomo quando le macchine faranno tutto? Si accorgerà allora che il così detto progresso non ha nulla a che fare con la felicità? Di tutte le invenzioni, con cui la scienza crede onestamente d’arricchire l’umanità (e la impoverisce, perchè costano tanto care), che gioja in fondo proviamo noi, anche ammirandole
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    Eppure la scienza, pensavo, ha l’illusione di render più facile e più comoda l’esistenza! Ma, anche ammettendo che la renda veramente più facile, con tutte le sue macchine così difficili e complicate, domando io: ― E qual peggior servizio a chi sia condannato a una briga vana, che rendergliela facile e quasi meccanica?
  • Jaisleenhas quoted2 years ago
    No, no, via, non era logica la mia condotta. Così, non avrei potuto più oltre durarla. Bisognava ch’io vincessi ogni ritegno, prendessi a ogni costo una risoluzione
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